Devo ammetterlo, Chiara Ferragni non mi è mai stata particolarmente simpatica.
Non mi piaceva il modo in cui una persona ne “convince” migliaia ad acquistare questo o quel prodotto, sfruttando la propria immagine e facendo, così, girare milioni di euro, al solo fine di guadagnare e far guadagnare le case produttrici.
Dov’è il merito? Mi chiedevo.
Ma, soprattutto, non mi piaceva l’idea che il lavoro – profumatamente pagato – di una persona fosse quello di veicolare messaggi pubblicitari per convincere gli altri a spendere soldi per acquistare vestiti, trucchi ed, in generale beni e servizi.
Ed è per questo motivo che sono rimasta senza parole quando ho letto che, dopo la raccolta fondi lanciata dalla Ferragni e da Fedez per la Terapia Intensiva in favore dell’Ospedale San Raffaele di Milano sul sito “gofundme”, nel giro di 24 ore migliaia di persone hanno risposto e sono stati raccolti quasi 4 milioni di euro (ad oggi € 4.300.000.000).
Quattro milioni di euro sono un bel po’ di soldi e soprattutto lo sono se consideriamo che sono stati donati in un tempo brevissimo.
Da qui ho capito il potere che possono avere gli influencer: non solo persone che con le loro opinioni arrivano a influenzare quelle di altri consumatori orientandone le scelte in campo commerciale, ma individui che in virtù di questa capacità, sono in grado di raggiungere nobili ed importanti scopi e, soprattutto, con modi e tempi di cui altri non sarebbero capaci.
E allora ecco che, in un momento così drammatico della storia della nostra epoca, ove, di fronte ad un virus nuovo e sconosciuto, la scienza, per salvare vite umane, nell’immediato può solo adottare e farci adottare misure di contenimento sociale – quarantena e cordone sanitario – che sono le antiche difese contro le epidemie, si rivela in tutta la sua importanza e potenza il mondo dei social, capace, attraverso gli infuencer, che fino a pochi giorni fa agivano nel campo dell’effimero e del glamour, di agire rapidamente per salvare vite umane.
A questo punto, posso solo dire … che influencer sia, ma mi auguro che la Ferragni non rimanga l’unica influencer degna di essere considerata tale.
Helenia Ercoli